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Preparazione del torrone antico dolce sardo.

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Tra la grande varietà di dolci che offre la tradizione Sarda, il torrone è sicuramente quello più amato e famoso. Non esiste festa popolare dell'isola di Sardegna, nella quale esso non sia presente, e attenzione,  in veste di protagonista.  La storia ci dice che  l'usanza era ed è quella di comprarlo in generose ed abbondanti porzioni presso le variopinte bancarelle di ambulanti, provenienti da paesi dell'interno: Tonara, Aritzo e Desulo. La mannaia tenuta da esperte mani sbriciola i grandi blocchi di torrone, sale e scende precisa e cosi facendo produce una particolare tamburellio,  penetrante e costante,  la colonna sonora delle feste estive. In Sardegna si celebrano tanti martiri, e tante Marie, quindi tante feste, spesso tali eventi si tengono i bellissimi santuari campestri. La nostra isola è una terra felice e pia e di conseguenza si mangia tanto torrone. Se manca la bancarella di  questa delizia  fatta di miele, mandorle o nocciole, si potrebbe tranquillamente affermare, che siamo in presenza di una festa poco credibile.
Tutto qusto accade da sempre, dai tempi di Grazia Deledda e prima ancora.

Nell'immaginario collettivo dei sardi da che mondo è mondo, il torrone arriva dalla Barbagia di Belvì: questa miscela di nocciole e miele è una perla del Gennargentu, luogo in cui troviamo i paesini che lo producono da secoli. Li abbiamo appena citati sopra, graziosi ed ospitali, ed è proprio da questi luoghi che partono decine e decine di venditori ambulanti ad imbastire la colonna sonora delle feste.

Quello che proponiamo è la preparazione manuale del torrone, nell'antico paiuolo in rame, riscaldato da una fiamma viva. Gli ingredienti vengono miscelati dalle mani esperte del mastro torronaio.  Miele, albumi e mandorle, vengono sottoposti fiama lenta, e costantemente mescolati con l'ausilio di un grande mestolo, il tutto con la forza delle braccia. Capita spesso che gli stessi ospiti della manifestazione, prendano per mano il mestolo e si cimentino in questa pratica manuale.
Sa moriga: una lavorazione fortemente spettacolare, un ritmo incessante e continuo che dura ore, che desta stupore e cursiosità, e che richiama a tempi passati, gestualità e rumori di un tempo passato.

Quando il torrone è pronto, si procede all'asaggio, il momento tanto atteso. Si inserisce una  generosa qantità di dolce bello caldo in un involucro di ostia e si gode di tutta la fraganza di una miscela intrigante di profumo e sapore. Il miele di castagno dota di una grande personalità questo momento e si ritorna bambini, a gioire per cose piccole e semplici, come mangiare un morso di torrone appena fatto.