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Un bell'itinerario nel nord Sardegna

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Un percorso dal fascino senza tempo lungo l’Anglona
Un fascino particolare pervade il territorio dell’Anglona, un pezzo di Sardegna nel nord-ovest percorribile attraverso un itinerario che si snoda tra vecchi mulini, foreste pietrificate, castelli costruiti su diruppi rocciosi, domus de janas, antiche terme e spiagge che sconfinano in acque smeraldine. In questi luoghi è possibile trascorrere una vacanza con l’emozione di inoltrarsi per scoprirne la vera anima selvaggia.
Partendo da Sassari, capoluogo di provincia del nord Sardegna, lungo la strada che porta verso le spiagge di Platamona, si svolta per Sennori, senza attraversare il paese si prende la “Via dei Mulini”, detta Valle di Santo Stefano, dove si trovano gli ultimi mulini ad acqua sopravissuti che regalano al borgo un aspetto magico e incantato, In passato in tutto il borgo ne esistevano circa 60. Da qui si prosegue per la frazione di Santa Vittoria, un piccolo borgo abbarbicato su un promontorio a picco, in una immagine quasi irreale e immobile. Continuando il viaggio, arriviamo a Tergu che prende il nome da una antica leggenda, secondo la quale una principessa trovò rifugio presso l’allora capo dei pastori, “Gericon”, e per gratitudine fece edificare il paese sotto il nome di Gerico, in sardo Zerigu, che italianizzato divenne Tergu. Qua è interessante visitare la chiesa di Santa Maria di Therco risalente al periodo medievale, costruita con muratura a filari di cantoni in trachite rosa e inserti decorativi in calcare bianco.
Di particolare bellezza la vicina “Valle dell’Inferno”, alla quale si accede una volta usciti dall’abitato, percorrendo un sentiero per più di 2 km. Qui vi sono numerosi siti archeologici: “ La muraglia nuragica”, eretta a protezione di un villaggio di cui emergono poche rovine, non lontano, il nuraghe Tudari composto da tre torri coniche, situato nel monte più alto del paese, e il nuraghe Riu Ruiu nella omonima località.
Attraverso un sentiero, nella Strada per Nulvi è raggiungibile il nuraghe Alvu, l’unico nuraghe bianco della Sardegna.
Nel territorio dell’Anglona sono numerose le tracce del passato, con una imponente presenza di nuraghe, circa una ottantina, tra i quali rivestono importanza particolare il nuraghe Orria, con la vicina tomba dei Giganti di Monte Orria e il nuraghe Irru con annesso il Tempio a pozzo.
Lasciato Nulvi, si raggiunge Martis, dal latino Fanu Martis, o tempietto di marte, da un tempietto di età Romana, probabilmente sito nella collina che domina l’abitato. Nel territorio non è possibile non visitare la gola di Badde Traes, una stretta valle caratterizzata rosse pareti di rocce trachitiche a strapiombo sull’alveo del torrente. Le valli fluviali di questo territorio conservano le “foreste pietrificate” per una estensione di circa 100 km q. tra le campagne di Martis, Laerru, Bulzi e Perfugas, dove rimangono disseminati i resti pietrificati della foresta.
Lungo la statale 127, dopo aver attraversato Laerru, si può visitare la grotta di “su Coloru” che si sviluppa per circa 600 metri.
Sulla strada per Bulzi troviamo i resti della chiesa rurale di S.Nicola di Silanus, mentre all’uscita del borgo di Bulzi vi è la piccola chiesa campestre di S. Pietro detta “delle immagini” per via di un rilievo a figure incastrato nella lunetta del portale.
Lasciato Bulzi si giunge a Sedini dove possiamo ammirare nel suo centro l’enorme masso calcareo, in mezzo alle case, e dove anticamente venne ricavato il complesso sepolcrale della Domus Sa Rocca.
In direzione S,Maria Coghinas, percorrendo la strada che porta al lago di Castel doria, si possono raggiungere i resti della fortezza fatta costruire dalla omonima famiglia genovese. Possiamo inoltre, visitare lo stabilimento termale di Castel Doria, già noto ai Romani, che utilizza le acque salso-bromo-iodiche che sgorgano dalle sorgenti site sotto il letto del fiume.
Riprendendo la strada per Castelsardo a circa 10 km dal paese è visibile il nuraghe L’Eni, monotorre, mentre sulla strada per Tergu, sul ciglio, troviamo il famoso macigno granitico “domus dell’elefante” a forma di elefante seduto.
Castelsardo, infine, si erge su un promontorio roccioso che declina a picco sul golfo dell’Asinara con il suo Castello che sovrasta l’intero borgo, costruito dai Doria nel XII secolo , fu poi sottomesso dagli Aragonesi fino al 1796 quando passò al Re di Sardegna. Attraversata la cittadina, troviamo il porticciolo turistico su cui spicca la Torre Aragonese.
Nella vicina spiaggia di “lu Bagnu” sono visibili le antiche testimonianze di ville e bagni romani. La spiaggia è immersa fra rilievi vulcanici e rocce calcaree più chiare dando un impatto visivo di straordinari colori che vanno dagli azzurri cangianti ai verdi smeraldini. 

In questa escursione non si può rinunciare a gustare i piatti della cucina tipica come i “malloreddus a mazza frissa”, della tradizione di Martis, la zuppa con ceci e finocchi, la fegola, la ministra di casu axedu.
Lungo la statale 127, dopo aver attraversato Laerru, si può visitare la grotta di “su Coloru” che si sviluppa per circa 600 metri.
Sulla strada per Bulzi troviamo i resti della chiesa rurale di S.Nicola di Silanus, mentre all’uscita del borgo di tale centro vi è la piccola chiesa campestre di S. Pietro detta “delle immagini” per via di un rilievo a figure incastrato nella lunetta del portale.
Lasciato Bulzi si giunge a Sedini dove possiamo ammirare nel suo centro l’enorme masso calcareo, in mezzo alle case, e dove anticamente venne ricavato il complesso sepolcrale della Domus Sa Rocca.
In direzione S,Maria Coghinas, percorrendo la strada che porta al lago di Castel doria, si possono raggiungere i resti della fortezza fatta costruire dalla omonima famiglia genovese. Possiamo inoltre, visitare lo stabilimento termale di Castel Doria, già noto ai Romani, che utilizza le acque salso-bromo-iodiche che sgorgano dalle sorgenti site sotto il letto del fiume.
Riprendendo la strada per Castelsardo a circa 10 km dal paese è visibile il nuraghe L’Eni, monotorre, mentre sulla strada per Tergu, sul ciglio, troviamo il famoso macigno granitico “domus dell’elefante” a forma di elefante seduto.
Infine, il Tour a Castelsardo che si erge su un promontorio roccioso che declina a picco sul golfo dell’Asinara con il suo Castello che sovrasta l’intero borgo, costruito dai Doria nel XII secolo , fu poi sottomesso dagli Aragonesi fino al 1796 quando passò al Re di Sardegna. Attraversata la cittadina, troviamo il porticciolo turistico su cui spicca la Torre Aragonese. Per completare con tutti i sensi la nostra gita è possibile assaporare in un pranzo tipico “la zuppa alla castelanese”a base di pesce in tegame ed altre prelibatezze accompagnate da ottimi vini bianchi o rossi.
Nella vicina spiaggia di “lu Bagnu” sono visibili le antiche testimonianze di ville e bagni romani. La spiaggia è immersa fra rilievi vulcanici e rocce calcaree più chiare dando un impatto visivo di straordinari colori che vanno dagli azzurri cangianti ai verdi smeraldini.

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