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Programma Barbagia ospitale OV, itinerario 2 da Isola Rossa e Valledoria.

Venerdì, 03 Marzo 2017 00:20 Scritto da 

Una giornata dedicata alla scoperta del cuore della Sardegna.
Raggiungi la Barbagia  con la tua auto, in alternativa  organizziamo il  car sharing oppure il rent a car grazie alle nostre agenzie convenzionate.
I'itinerario ci porta nei seguenti territori:   Barbagia di Ollolai, Barbagia di Belvì e Mandrolisai.  Un territorio montuoso e boscoso, che si stende ai piedi del massiccio montuoso del Gennargentu, che poi degrada in morbidi rilievi coltivati a vite, fino ad arrivare agli altipiani colonizzati da olivastri millenari.
Un mosaico di paesaggi un proposta di giornata   alternativa alla ricerca di cultura, ambiente e gastronomia.

 SILANUS: NURAGHE E CHIESA SANTA SABINA

OTTANA:  MASCHERE DEL CARNEVALE

OLZAI:  ASSAGGIO DI FORMAGGI E VISITA AI PASTORI

TONARA:  CAMPANACCI

 BELVI': PRANZO TIPICO  CASCHETTES

ATZARA: TINTURE NATURALI VINI FRADILES

              ITINERARIO
Partenza al mattino in bus. Prima tappa il sito archeologico con il nuraghe Santa Sabina, preziosa testimonianza risalente 1500 a.C., a pochi passi la presenza della piccola chiesa di origini Bizantine. Siamo in un sito che offre uno dei panorami più apprezzati da riviste e fotografi di ogni dove.


L'itinerario ci porta direttamente in Barbagia, infatti in lontananza sullo sfondo si delineano chiare le sa sagome inconfondibili del Monte Gonare, del Supramonte e del Gennargentu. La seconda tappa è il borgo di Ottana, al centro dell'omonima piana. Il paese è molto famoso per il Carnevale Barbaricino, animato dalle maschere antichissime che ancora animano un pittoresco appuntamento che si rinnova puntuale da millenni. È prevista la visita a un artista/artigiano locale che intaglia il legno e produce “ sas caratzas”: boe, merdule, filonzana. Ottana è il paese delle contraddizioni, e cioè del fallito sviluppo industriale che il governo centrale voleva contrapporre all'economia pastorale, la quale additata come madre del banditismo barbaricino, tanti segnali scoraggiavano tale disegno, in primis la vocazione agraria dei luoghi, ma la cecità colonialista non li scorse.

Si riparte e l'itinerario abbandona la pianura ed inizia a penetrare l'interno, siamo nella Barbagia di Ollolai, raggiungiamo Olzai (terza tappa )dove visitiamo l'azienda agricola Agasti, in aperta campagna, qui i pastori offrono una bella degustazione di formaggi.


Si riparte e percorrendo una bella strada panoramica in mezzo ai boschi in breve tempo raggiungiamo il cuore della Sardegna. La prossima tappa prevista (quarta) sarà Tonara, grazioso paese di montagna che con i suoi 1000 metri di altitudine è uno dei più alti dell'isola. La località lega il suo nome a diverse attrazioni molto interessanti: Il poeta PeppinuMereu, il torrone e i campanacci. Noi faremo una visita ai “sonageris”...le famiglie Sulis e Floris sono depositari di un'attività che ormai rasenta la dimensione mitologica, tutti i pastori della Sardegna accorrono infatti da secoli nelle loro botteghe per dotare di campanacci le greggi al pascolo . Tecniche arcaiche, come si faceva nei tempi antichi ......tutto a mano.

L'itinerario ci porta a Belvì (quinta tappa), ameno villaggio di 700 anime immerso nel verde dei suoi boschi di castagni e noccioli. Siamo arrivati alla Barbagia di Belvì e Il pranzo con i pastori sarà il giusto premio per il viaggiatore che ha deciso di visitare quest'angolo di Sardegna. Un appuntamento classico un viaggio nei sapori e profumi della cucina locale. Menu a base di salumi misti formaggi pecora con patate e maialetto allo spiedo.

Nel primo pomeriggio si parte per il rientro, e facciamo visita al paese di Atzara (sesta tappa), siamo nel Mandrolisai, terra di vino e vigneti. Ci sarà una visita alla laboratorio delle tinture naturali, e una tappa alla cantina Fradiles per un assaggio di vino pregiato.

Ultima modifica il Venerdì, 03 Marzo 2017 11:01
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